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Non ho mai desiderato in alcun modo certificare la mia professionalità.
Non esprimo un giudizio su queste e su quanti invece ritengono di
seguirne l'iter.
Io semplicemente ricordo che certificano una conoscenza teorica "alla data", e tutt'al più dei test di laboratorio.
E che a volte il valore della certificazione è solo... commerciale.
Al Feltrinelli il corso per Perito Informatico prevedeva l'uso del glorioso Digital PDP-11, ma si lavorava su delle telescriventi prive persino del monitor "a fosfori verdi".
Il pomeriggio, poi, sviluppavo software gestionale su Personal Computer di classe "Business" di mia proprietà.
Costruita sui libri acquistati alla Libreria dell'Informatica, una piccola libreria specializzata, dietro il Duomo; oppure al Politecnico dove riuscivo anche ad infilarmi durante le lezioni più interessanti.
Libri non solo tecnici, ma anche di organizzazione metodologica dei dati o di elaborazione delle informazioni, così come trattati di organizzazione aziendale e di analisi funzionale.
Ed ogni qualvolta un progetto richiedeva qualche approfondimento si faceva "un salto" alla biblioteca Sormani per trovare un qualche testo interessante sul marketing e comunicazione, gestione delle vendite, la produzione per commessa, la logistica...
La mia biblioteca tecnica oggi conta, tra libri e manuali tradizionali e quelli in formato elettronico, circa 500 testi. Da aggiungersi ad una ventina di riviste italiane e straniere.
Alcuni tra i seminari a cui ho partecipato, in aula o presso l'azienda
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Quale socio dell'Associazione Responsabili Sistemi Informativi ho partecipato a vari eventi tecnici. Come Presidente ne ho personalmente organizzato diversi di grande interesse; alcuni di questi sono indicati alla sezione Strumenti di lavoro.